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MANRICO ALLA SCALA

Ogni volta che canto Verdi sono felice. E ogni volta che affronto il ruolo di Manrico lo sono ancora di più! Dal 6 al 29 febbraio canto nel bellissimo Trovatore che il regista Alvis Hermanis ambienta in una pinacoteca. È una coproduzione del Teatro alla Scala con il Salzburger Festspiele e io ho avuto l’onore di essere Manrico già nella messa in scena del 2014 a Salisburgo.

Allora come oggi trovo che la produzione sia veramente speciale e sono onorato di farne parte, insieme a colleghi ottimi e sotto la direzione del Maestro Luisotti.

E sono grato al Teatro alla Scala che mi riporta in stagione ad un mese dalla Tosca inaugurale e in uno dei miei ruoli distintivi.

Ph. Marco Brescia & Rudy Amisano

VERDI REQUIEM

“Ingemisco tamquam reus,

Culpa rubet vultus meus,

Supplicanti, supplicanti parce, deus.”

Non conosco preghiera più profonda, né musica più penetrante di questa composta da Verdi: Ingemisco, dal Requiem che ho cantato il 13 gennaio al Musikverein Wien, con la Chicago Symphony Orchestra e il Wiener Singverein diretti dal M° Riccardo Muti. Con me altri meravigliosi colleghi, Krassimira Stoyanova, Daniela Barcellona e Riccardo Zanellato.

CAVARADOSSI ALLA SCALA

È stata una Tosca esaltante e l’8 gennaio ho detto arrivederci al personaggio di Cavaradossi, dopo due mesi in sua compagnia. Abbiamo provato, studiato e messo in scena in un clima fantastico, immersi nel progetto registico di Davide Livermore, consci dell’eccezionalità della produzione. È stato un onore inaugurare la stagione 2019/2020 del Teatro alla Scala, essere diretto dal M° Riccardo Chailly e cantare con colleghi come Anna Netrebko, Saioa Hernández  e Luca Salsi. Bravo all’Orchestra e al Coro preparato dal M° Bruno Casoni!

Non dovrò aspettare molto per avere ancora il piacere di cantare qui: sarò Manrico nel Trovatore, in scena alla Scala dal 6 al 29 febbraio.

Ernani. Si ridesti il Leon di Castiglia

Ernani è stata un’ opera importante nella mia carriera e il mio personaggio incarna tutte le caratteristiche del tenore belcantista e dell’eroe romantico, ma con tutta la forza della scrittura verdiana. Sono sedotto dalla bellezza di questa musica e dalla forza travolgente delle sue melodie. Attorno al coro del III atto Si ridesti il Leon di Castiglia, gira un mondo che, insieme alla passione amorosa, vive di azioni e sentimenti granitici come il giuramento fatale che porta alla morte, la congiura, la fierezza e la dignità. È una sfida che sono sempre felice di affrontare.

Dal 2013 ad oggi ho portato in scena Ernani varie volte, partendo dal debutto indimenticabile all’Opera di Roma, sotto la direzione di Riccardo Muti, con Tatiana Serjan, Luca Salsi e Ildar Abdrazakov in stato di grazia. L’ultima, ancora con Ildar, Luca e Ailyn Pérez nel ruolo di Elvira l’anno scorso alla Scala, diretti da Ádám Fischer. In mezzo, altre edizioni che ricordo con piacere, al Met con Placido Domingo e Angela Meade diretti da James Levine, a Marsiglia con Ludovic Tézier e a un Festival di Salisburgo ancora sotto la direzione di Riccardo Muti, ma in forma di concerto.

Riprendo con piacere il ruolo, ancora nella forma di concerto che, in questa più che in altre opere, aiuta a portare la musica in primo piano, quasi liberandola da una rappresentazione a volte veramente intricata e ingombrante: sarò diretto da un giovane direttore italiano che stimo moltissimo, Daniele Rustioni. E con me canteranno Carmen Giannattasio, Amartuvshin Enkhbat e Roberto Tagliavini.

Essere Ernani in Francia –  a Lyon, Paris e Vichy – sarà un omaggio all’accesa fantasia di un altro grande romantico, Victor Hugo. Dal suo Hernani, Francesco Maria Piave trasse il libretto che sedusse Verdi.

VERDI OPERA GALA!

È una grande gioia tornare a Piacenza dopo il successo della Gioconda nel 2018. Un gala verdiano come questo in scena al Municipale il 25 e  il 27 ottobre è cosa inconsueta per i teatri italiani  e, secondo me, molto  intrigante, proponendo tre atti di tre opere diverse, con scene e costumi. Che emozione! E che sfida musicale ed emotiva, essere in una sola sera Gabriele Adorno, Radamès e Otello, quest’ultimo ruolo lo canto per la prima volta. Sarà un percorso interiore nelle profondità della scrittura verdiana, nella forza drammaturgica delle sue opere, nella bellezza struggente della sua vocalità. In un Teatro, quello di Piacenza, che mi è molto caro, un ritrovo di amici più che un luogo di lavoro.

 

CAVARADOSSI ALLA SCALA!

Finalmente posso annunciarvi che sarò Mario Cavaradossi nella Tosca che inaugura la stagione 2019/2020 del Teatro alla Scala. Io e i miei fantastici colleghi – Anna Netrebko nel ruolo di Tosca e Luca Salsi in quello di Scarpia – saremo diretti dal Maestro Riccardo Chailly in una nuova produzione firmata da Davide Livermore, con le scene di Giò Forma e i costumi di Gianluca Falaschi.

E con questa, sono ben quattro le opere nelle quali canto in questa stagione del Teatro alla Scala (Tosca, Il Trovatore, La raviata e La Gioconda). Un onore unico, del quale sono straordinariamente orgoglioso.

Saremo in scena dal 7 dicembre 2019 all’8 gennaio 2020, in diretta televisiva su Rai1 per la serata inaugurale di Sant’Ambrogio.

 

(Foto di Marcello Orselli: il mio primo Cavaradossi, al Teatro Carlo Felice di Genova, nel 2016)

 

A Salisburgo canto nel Requiem in memoria di Karajan

Il mio magnifico anno con il Requiem di Verdi diretto dal Maestro Riccardo Muti culmina nei tre concerti che terremo al Festival di Salisburgo il 13, 15 e 17 agosto: con i Wiener Philharmoniker e i miei straordinari colleghi Anita Rachvelishvili, Krassimira Stoyanova e Ildar Abdrazakov, oltre al Vienna State Opera Chorus, ci esibiremo in memoriam di Herbert von Karajan († 16 luglio 1989).

Sono straordinariamente onorato di tornare a cantare a Salisburgo in un contesto così prestigioso e di mettermi al servizio della musica di Verdi sotto la bacchetta di Muti.

I biglietti sono esauriti!

Il Trovatore a Madrid

Amici carissimi,

sono appena rientrato da Madrid dove ho cantato nel ruolo di Manrico in una nuovo allestimento di Francisco Negrín dell’opera Il Trovatore. Con la direzione del Maestro Maurizio Benini alla guida dei meravigliosi complessi orchestrali e corali del Teatro Real, ho condiviso il palcoscenico con altri straordinari colleghi, Ludovic Tézier come Conte di Luna, Maria Agresta nel ruolo di Eleonora, Ekaterina Semenchuk in quello di Azucena. È stato tutto così intenso, sia sul palcoscenico che dietro le quinte, per questo ringrazio tutti!

(Vi confido che amo le produzioni estive, le scuole chiudono e i miei bambini Giovanni e Leonardo possono raggiungermi in teatro. Come hanno fatto questa volta, restando fino alla fine con me a Madrid)

Un’altra Aida stellare, a Chicago!

Cari amici,

che straordinaria combinazione di ruoli ed emozioni verdiane sto vivendo. Gìà a Madrid dai primi di giugno per le prove del Trovatore (in scena al Teatro Real dal 3 al 24 luglio), sono volato a Chicago dove il 21, 23 e 25 giugno sarò di nuovo Radamès, di nuovo sotto la bacchetta di Riccardo Muti come al mio debutto nel ruolo al Festival di Salisburgo 2017. Stavolta la nostra Aida sarà in forma di concerto, ne sono felice perché – con i meravigliosi colleghi di questa produzione e il pubblico internazionale che affollerà il teatro americano nell’occasione – sappiamo che questa Aida, nelle mani di Muti, farà la storia dell’interpretazione.

Il clima musicale è fantastico, l’attenzione è tanta, l’attesa esaltante.

Viva Verdi!

 

(Nella foto di Monika Rittershaus sono con Anna Netrebko, nell’Aida del 2017 a Salisburgo)