Author: Francesco Meli

CAVARADOSSI ALLA SCALA!

Finalmente posso annunciarvi che sarò Mario Cavaradossi nella Tosca che inaugura la stagione 2019/2020 del Teatro alla Scala. Io e i miei fantastici colleghi – Anna Netrebko nel ruolo di Tosca e Luca Salsi in quello di Scarpia – saremo diretti dal Maestro Riccardo Chailly in una nuova produzione firmata da Davide Livermore, con le scene di Giò Forma e i costumi di Gianluca Falaschi.

E con questa, sono ben quattro le opere nelle quali canto in questa stagione del Teatro alla Scala (Tosca, Il Trovatore, La raviata e La Gioconda). Un onore unico, del quale sono straordinariamente orgoglioso.

Saremo in scena dal 7 dicembre 2019 all’8 gennaio 2020, in diretta televisiva su Rai1 per la serata inaugurale di Sant’Ambrogio.

 

(Foto di Marcello Orselli: il mio primo Cavaradossi, al Teatro Carlo Felice di Genova, nel 2016)

 

A Salisburgo canto nel Requiem in memoria di Karajan

Il mio magnifico anno con il Requiem di Verdi diretto dal Maestro Riccardo Muti culmina nei tre concerti che terremo al Festival di Salisburgo il 13, 15 e 17 agosto: con i Wiener Philharmoniker e i miei straordinari colleghi Anita Rachvelishvili, Krassimira Stoyanova e Ildar Abdrazakov, oltre al Vienna State Opera Chorus, ci esibiremo in memoriam di Herbert von Karajan († 16 luglio 1989).

Sono straordinariamente onorato di tornare a cantare a Salisburgo in un contesto così prestigioso e di mettermi al servizio della musica di Verdi sotto la bacchetta di Muti.

I biglietti sono esauriti!

Il Trovatore a Madrid

Amici carissimi,

sono appena rientrato da Madrid dove ho cantato nel ruolo di Manrico in una nuovo allestimento di Francisco Negrín dell’opera Il Trovatore. Con la direzione del Maestro Maurizio Benini alla guida dei meravigliosi complessi orchestrali e corali del Teatro Real, ho condiviso il palcoscenico con altri straordinari colleghi, Ludovic Tézier come Conte di Luna, Maria Agresta nel ruolo di Eleonora, Ekaterina Semenchuk in quello di Azucena. È stato tutto così intenso, sia sul palcoscenico che dietro le quinte, per questo ringrazio tutti!

(Vi confido che amo le produzioni estive, le scuole chiudono e i miei bambini Giovanni e Leonardo possono raggiungermi in teatro. Come hanno fatto questa volta, restando fino alla fine con me a Madrid)

Un’altra Aida stellare, a Chicago!

Cari amici,

che straordinaria combinazione di ruoli ed emozioni verdiane sto vivendo. Gìà a Madrid dai primi di giugno per le prove del Trovatore (in scena al Teatro Real dal 3 al 24 luglio), sono volato a Chicago dove il 21, 23 e 25 giugno sarò di nuovo Radamès, di nuovo sotto la bacchetta di Riccardo Muti come al mio debutto nel ruolo al Festival di Salisburgo 2017. Stavolta la nostra Aida sarà in forma di concerto, ne sono felice perché – con i meravigliosi colleghi di questa produzione e il pubblico internazionale che affollerà il teatro americano nell’occasione – sappiamo che questa Aida, nelle mani di Muti, farà la storia dell’interpretazione.

Il clima musicale è fantastico, l’attenzione è tanta, l’attesa esaltante.

Viva Verdi!

 

(Nella foto di Monika Rittershaus sono con Anna Netrebko, nell’Aida del 2017 a Salisburgo)

Aida alla Fenice, il mio debutto italiano nel ruolo di Radamès!

Dal 18 maggio all’1 giugno 2019 canto Radamès nell’Aida in scena al Teatro La Fenice di Venezia. Sono contento di debuttare anche in Italia questo ruolo, in un teatro che amo come La Fenice e con il direttore Riccardo Frizza col quale ho una lunga consuetudine e il ricordo di un altro debutto felice, proprio alla Fenice, quello di Manrico del Trovatore. Ho cantato la prima volta in Aida due anni fa al Festival di Salisburgo, diretto da Muti e con la regia asciutta ed efficace di Shirin Neshat. Ora mi ritrovo con un’Aida altrettanto essenziale, straordinariamente teatrale, una ripresa di Bepi Morassi dell’oramai storica Aida di Mauro Bolognini. Tutto qui è lineare, la scenografia lignea di Mario Ceroli aiuta la creazione di un’atmosfera che vuole evidenziare i sentimenti dei personaggi piuttosto che sfarzo ed esotismo. Arrivando così meglio all’essenza di una  musica che è essa stessa la quintessenza del sentire verdiano.

Senato e Cultura

Cari amici,
sono grato alla Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per avermi invitato ad esibirmi il 6 aprile alle 11:00 nell’ambito di “Senato & Cultura”: canterò Arie d’opera accompagnato al pianoforte da Davide Cavalli.
Nella stessa occasione verrà premiato Franco Zeffirelli per “aver saputo trasporre sui palcoscenici più importanti del mondo e sul grande schermo le atmosfere, lo spirito e le emozioni del teatro e dell’opera lirica”. Quindi, sono anche onorato di dare il mio contributo per omaggiare il Maestro Zeffirelli, geniale uomo di teatro.

Simon Boccanegra a Vienna

Ogni volta che canto Gabriele Adorno sono felice. Ogni volta che torno a Vienna sono felice. E questa volta ho cantato in un Simon Boccanegra – opera del mare, opera di Genova – con colleghi come Plácido Domingo ed Eleonora Buratto. Ho ritrovato e festeggiato con il pubblico il grande Plácido, che la sera del primo aprile ha raggiunto un traguardo straordinario, cantando la sua recita numero 4000! E ho ritrovato la mia amica Eleonora Buratto, al suo felicissimo debutto viennese! È stato tutto intenso, perciò ringrazio di cuore il pubblico viennese che, come al solito, mi ha accolto con affetto e generosità.

 

Simon Boccanegra a Genova, solo due recite!

Oh refrigerio!… la marina brezza!…

il mare!… il mare!… quale in rimirarlo

di glorie e di sublimi rapimenti

mi si affaccian ricordi! Il mare!… il mare!…

 

 

Passo tutto l’anno a cantare in giro per il mondo, potere in questi giorni uscire da casa mia, camminare per la mia città e ritrovare la mia Genova anche in palcoscenico è un onore e un piacere.

Sono nato a Genova e il Carlo Felice è stato uno dei primi grandi teatri dove ho iniziato a cantare, ho un bel ricordo dell’Elisir d’amore del 2004. Tra i miei amici più cari ci sono molti colleghi del coro e dell’orchestra del Carlo Felice, loro mi hanno visto crescere in questi anni, con loro condivido i miei momenti liberi. Il Carlo Felice è il teatro dove i miei figli hanno iniziato a fare musica, un posto che io chiamo casa.

Per tutti questi motivi sono felice di poter alzare lo stendardo genovese sul palcoscenico, dopo avere cantato il ruolo di Gabriele Adorno in giro per il mondo: questo capolavoro porta Genova e il mare in ogni dove e io ne sono orgoglioso. E che emozione, nell’ultima scena, essere incoronato Doge di Genova anche se solo per pochi istanti…

Vi aspetto quindi a Genova, il 15 e il 17 febbraio, per godervi questo capolavoro verdiano e, visto che ci siete, approfittatene per gustare le prelibatezze locali. Ah, la focaccia, il pesto, quanto mi mancano quando sono in giro per il mondo!

Ricordo a quelli che non potranno assistere alle recite che il Carlo Felice ha un meraviglioso streaming, forse il primo nel suo genere, che riesce a catapultare in teatro gli appassionati d’opera di tutto il mondo.